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PER RICORDARE IL CHE
A 36 anni dalla sua scomparsa fisica, il lascito del comandante Ernesto Che Guevara tocca anche lo sport. Di quel tanto che oggi si fa a Cuba per gli scacchi è forse il migliore omaggio di questo settore all’uomo che ha trasformato il gioco scienza in parte inseparabile del suo lavoro e ha contribuito a stimolarlo, consapevole del grande apporto per l’intelletto.
Lo conobbe da bambino, quando la disgrazia dell’asma lo obbligava a rimanere a casa, separandolo da altre attività fisicamente più esigenti e suo padre lo introdusse nell’affascinante mondo delle 64 caselle, forse senza immaginare che avrebbe attivato una passione eterna che lo portò a raccogliere più di 500 libri sull’argomento. Addirittura la storia ha voluto che fosse questo sport a legarlo per la prima volta a Cuba, quando nel 1939 conobbe a Buenos Aires il grande José Raúl Capablanca, divenuto allora il miglior giocatore delle Olimpiadi Mondiali che si svolsero lì.
Oltre al suo livello di gioco, è stato proprio il suo entusiasmo trascinante ad aprirgli uno spazio nella storia cubana degli scacchi, gioco che ha servito ininterrottamente dopo il trionfo rivoluzionario del 1959. Non a caso è risultata la disciplina che ha praticato maggiormente nell’isola, di questa presenza ne ha fatto un qualcosa d’abituale in numerosi eventi e ne appoggiò con intensità lo sviluppo.
Il Torneo Panamericano e il primo torneo Capablanca in memoriam sono ricordati come il frutto del suo entusiasmo, come la gara da lui organizzata durante la cui inaugurazione espresse il suo profetico: “Avremo Grandi Maestri e anche questo sarà opera della Rivoluzione”.
Approfittò dei viaggi a Cuba di non poche stelle mondiali per uno scambio di idee sul futuro di questo sport nell’isola ed è stato tra i protagonisti di gare simultanee importanti durante le quali si scontrò con molti di questi, giocando persino con Mijail Tal e Peter Trifunovic. Alcuni testimoni dicono che in un’occasione giocò persino con GM Miguel Najdorf.
I membri della prima generazione di Grandi Maestri cubani, risultato della priorità che egli contribuì ad attribuire a questa disciplina, coincidono nell’esaltare la devozione che l’uomo, considerato ancora fonte d’ispirazione per i programmi locali degli scacchi, ha versato per raggiungere quest’obiettivo.